La tecnologia ha aumentato la produttività?

Nel 1987 Robert Solow, premio Nobel, affermava: “potete vedere l’era dei computer ovunque tranne nelle statistiche della produttività”, osservando come non ancora esistesse una relazione marcata tra presenza dell’IT e aumento di produttività. Oggi possiamo dire che sia ancora così?

Proviamo a rispondere al precedente quesito in modo semplice: oggi possiamo controllare il nostro conto bancario in pochi secondi, rispondere ad un'email di lavoro in pochi minuti, ed effettuare una ricerca su internet per un tema specifico in poche ore. Anni addietro avremmo dovuto recarci in banca, successivamente a lavoro ed infine in biblioteca.

A questo punto la risposta al precedente quesito sarebbe quasi spontanea ma non è esattamente così.

Bisogna, da principio, definire il concetto di produttività: la produttività è l’unità di misura dell’output dato un certo input. Ad esempio una macchina produce 10 barrette di cioccolato ogni ora, un’altra macchina produce 100 barrette di cioccolate ogni ora. La differenza tra le due macchine, come definito da Solow, risiede nel progresso tecnologico. Risulta evidente, quindi, che anche la produttività sia strettamente legata al progresso tecnologico. Il dibattito potrebbe concludersi qui, se non fosse che, come ci indicano i dati dell’OCSE, in Italia si è passati da un rapporto PIL per ora lavorata dal 6% del 1976 allo 0,74% del 2016. Senza dilungarsi troppo sui dati vogliamo porre al lettore un altro quesito: come si misura la produttività di un insegnante delle elementari in modo coerente rispetto a una macchina che produce 100 barrette di cioccolato all’ora? Non appena introduciamo una variabile qualitativa la relazione tra input/output entra in crisi. 

Se da un lato i dati ci dimostrano che la tecnologia non abbia portato un significativo aumento di produttività, dall’altro oggi abbiamo la possibilità di misurare svariati indici di produttività solo grazie alla tecnologia. Basti pensare all’Industria 4.0. Quindi, grazie alla reperibilità di dati sempre più accurati ed esaustivi, le imprese hanno oggi la possibilità di prendere decisioni strategiche, misurando vari indici di produttività come la valutazione della produttività aziendale attraverso il rapporto Valore aggiunto/Capitale investito. Trattasi di un indicatore che permette di calcolare la produttività del capitale e allo stesso tempo definire un output qualitativo di valore aggiunto.

Dunque, la possibilità di misurare concetti come la produttività e introdurre nuovi indici di valutazione qualitativi ci indirizzano verso una nuova sfida: quella di conoscere la giusta misura per scelte micro e macroeconomiche che spostino più in là ogni ottimo di Pareto.